Arsenico: minaccia nell’acqua potabile

Dal quotidiano “IL MESSAGGERO”

giovedì 18 novembre 2010

Arsenico nell’acqua, vertice al ministero

di Luigi Jovino

Sale la preoccupazione dopo la mancata deroga ai limiti da parte dell’Unione europea. E i comitati accusano Regione e Asl

Arsenico nell’acqua, vertice al ministero Oggi l’assessore regionale Mattei punta ad allestire il piano di interventi urgenti

Arsenico nell’acqua: la situazione si complica. L’Unione europea, come riportato l’altro ieri, ha negato un’ulteriore deroga per il superamento dei limiti dell’inquinante naturale nell’acqua potabile e presto il flusso idrico potrebbe essere interdetto per usi alimentari in molti comuni dei Castelli. L’arsenico, infatti, a determinate concentrazioni è considerato causa di insorgenza di tumori e il rischio non si attenua neanche con l’ebollizione dell’acqua.

I comitati per l’Acqua pubblica di Velletri, di Aprilia e dei Castelli accusano la Regione e l’Asl Rm H di aver taciuto sul diniego della Ue e chiedono rassicurazioni sugli aspetti sanitari e garanzie sul piano di interventi straordinario che dovrà essere varato per fronteggiare l’emergenza.

Intanto Marco Mattei, assessore regionale all’Ambiente sta vivendo ore frenetiche. Ha convocato per stamattina una riunione con il ministero della Sanità per definire il piano di interventi straordinari. «L’Acea – dice – mi comunicherà domani (oggi, ndr) la situazione dell’inquinamento nei vari comuni e insieme al gestore, al ministero della Sanità e alle prefetture interessate decideremo come intervenire in brevissimo tempo per evitare disagi per i cittadini».

Anche Fausto Servadio, sindaco di Velletri, uno dei comuni più a rischio per la presenza di inquinanti naturali nell’acqua potabile, ha convocato per oggi un incontro con i vertici istituzionali e con l’Acea. A seguire ci sarà una conferenza stampa. Intanto si fanno pressanti le proteste dei comitati e delle associazioni ambientaliste. «L’Asl e la Regione Lazio – recita il comunicato dei comitati per l’Acqua pubblica – hanno cercato di tenere nascosta goffamente la notizia della mancata concessione della deroga della Comunità europea. Adesso vogliamo serie rassicurazioni. L’Asl deve rendere noti i dati sull’inquinamento comune per comune, mentre la Regione e i comuni competenti ci devono spiegare come intendono rifornire d’acqua potabile i cittadini, cui sarà interdetto l’uso». I comitati chiedono anche notizie sul piano di interventi per tutelare le aziende e invocano l’avvio di una indagine epidemiologica che sia in grado di accertare l’entità dei danni subiti dai cittadini. Il Comitato diritti dei cittadini, inoltre, reclama dall’Acea un piano strutturale di interventi che possa mettere fine alla situazione di inquinamento e rilancia la proposta di riduzione delle bollette con lo slogan “Io pago quel che uso”. «Ci aspettiamo dalle autorità regionali – afferma invece Fausto Servadio, sindaco di Velletri – l’assunzione di responsabilità. Devono garantire l’approvvigionamento idrico e mettere in atto tutte le iniziative per superare questa incredibile situazione».

L’Asl alla Regione: «Da 15 giorni attendiamo invano una risposta»

Mentre gli enti di ogni livello cercano di correre ai ripari, è giallo sulla notifica della delibera dell’Unione europea sui limiti dell’arsenico nell’acqua. Il dottor Alessandro Cipolla, direttore generale e il professor Agostino Messineo, responsabile del Dipartimento prevenzione della Asl Rm H quindici giorni fa hanno inviato una richiesta a Renata Polverini, presidente della Regione proprio per discutere del regime delle deroghe.

Il problema è che, a tutt’oggi ancora non hanno ricevuto risposta. Eppure l’Unione europea, come qualsiasi cittadino può verificare sul sito Internet dell’istituzione, ha emesso la sentenza il 28 ottobre scorso. Possibile che migliaia di cittadini bevessero acqua fuori legge per i parametri europei e ciò non sia stato loro nemmeno comunicato? E il professor Messineo non ha per nulla gradito di non essere stato informato. I tecnici dell’assessorato regionale all’Ambiente affermano invece che non c’è un problema giuridico perché, anche se l’acqua è considerata pericolosa, per l’Europa ancora vige la deroga concessa dal ministero dell’Ambiente italiano. Pertanto, si attende che sia lo stesso dicastero a recepire i nuovi limiti imposti dall’Unione europea.

Le direttive dell’Oms per evitare il rischio-tumori

L’Unione europea si è espressa con delibera del 28 ottobre 2010 sulla deroga richiesta dal Governo italiano concernente la qualità delle acque potabili. Nei terreni di origine vulcanica, a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche e del abbassamento della falda si concentrano inquinanti naturali e derivati chimici di sostanze come il boro, l’arsenico, il vanadio, il fluoro, che possono causare danni alla salute. La Ue, per quanto riguarda l’arsenico, si è rifatta alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità. In sostanza la commissione europea, come si legge a pagina 4 della lunga e articolata delibera, non ha concesso la deroga sull’utilizzo di acque potabili che contengono concentrazioni di arsenico superiori ai 20 microgrammi litro perché l’Oms certifica «il rischio di insorgenza di talune forme di cancro». Per concentrazioni superiori di altri inquinanti, invece, le Asl e i Comuni devono informare i cittadini che devono prendere particolari precauzioni.

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