Differenze dei metodi di depurazione

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I metodi per trattare l’acqua sono molti, ma quelli usati per l’acqua destinata al consumo umano sono, come spiegato nel capitolo precedente, sostanzialmente tre:

Microfiltrazione
Ultrafiltrazione
Osmosi Inversa

L’acqua, a causa della sua composizione molecolare, attrae a sé qualsiasi sostanza incontri.
Questa azione ha una sua precisa logica, che permette la vita su questo pianeta.
Ma questo fenomeno naturale non prevedeva, che l’uomo facesse quanto umanamente possibile per degradare l’ambiente, immettendo in questo migliaia di sostanze inquinanti.
L’acqua, grazie alle sue caratteristiche fisiche, non solo attrae quello che deve, ma incorpora in sé anche tutto l’inquinamento prodotto, come spiegato abbondantemente nei capitoli precedenti.
In sintesi, l’acqua si è sporcata, incorporando al suo interno tutta una serie di elementi chimici.
Quindi, per pulirla, bisogna filtrarla, trattenendo così queste sostanze indesiderate.
Il modo in cui si fa è piuttosto semplice:
Si fa passare l’acqua attraverso una serie di appositi filtri pieni di fori, misurati in micron, che fanno passare l’acqua, e trattengono il resto, come quando mettiamo gli spaghetti nel colapasta, l’acqua scorre via, e la pasta si ferma.
La difficoltà sta nel fatto, che anche queste sostanze sono piccolissime, per cui fermarle non è così semplice.
Questo processo si chiama “trattamento dell’acqua” e viene usato in moltissimi campi.
I metodi usati per uso alimentare sono i tre sopraccitati.
Per cui cercheremo di spiegarli in modo semplice e comprensibile.

Microfiltrazione
Questo sistema può essere formato da un solo filtro composito, o da più filtri, generalmente due.
Il primo filtro è a sedimenti, e misura 10 micron, e serve a trattenere il grosso, e per grosso intendo quello che possiamo vedere ad occhio nudo.
Per capirci, avete mai provato a svitare il beccuccio del rubinetto di casa vostra? Avrete notato che ci sono degli accumuli di sostanze solide, tipo piccoli sassolini.
Ecco, il filtro a sedimenti serve a trattenere quelle e cose simili.
Il secondo è un filtro a carboni attivi, e la sua misura varia da 0,2 a 5 micron, e riesce a trattenere il cloro e i sottoprodotti clorurati.
Dopo questi due filtri, c’è una lampada UV per debatterizzare l’acqua, perché eliminando il cloro, i batteri potrebbero prolificare.
La microfiltrazione è in grado di trattenere, come riportato in precedenza, sostanze in sospensione, cloro e sottoprodotti clorurati. Migliora in qualche misura il sapore dell’acqua, grazie all’eliminazione del cloro, ma sicuramente non può nulla contro la stragrande, se non totalità, delle sostanze chimiche presenti nell’acqua.
Inoltre non diminuisce minimamente il residuo fisso e i nitrati.
Praticamente l’acqua rimane esattamente come prima, eccezion fatta per il cloro e i suoi derivati, che comunque è già qualcosa.
Questa filtrazione può andare bene dove l’acqua è già leggera, tipo in montagna, e l’unico problema è costituito dalla presenza del cloro, ma sicuramente non è in grado di rendere leggera un acqua pesante, tipo quella che circola nelle città in pianura, dove vive la maggior parte della popolazione.

Ultrafiltrazione
Questo metodo di trattamento è composto da un filtro a carbone attivo che, come abbiamo già spiegato, serve ad eliminare il cloro, e da una membrana, cosiddetta ad ultrafiltrazione, con fori di porosità 0,01 micron.
Come la microfiltrazione, elimina il cloro e i suoi derivati, e inoltre, grazie alla membrana finale, elimina tutti i batteri, pesticidi e pochi altri elementi chimici.
L’ultrafiltrazione è meglio della microfiltrazione, in quanto ha porosità più piccole e agisce su più elementi, ma non può ridurre il residuo fisso dell’acqua.
Con la tecnica di ultrafiltrazione è possibile rimuovere sostanze organiche con alto peso molecolare, particelle in sospensione, batteri. Il grado di filtrazione delle membrane può essere compreso fra 0.01 e 0.1 micron. Trovano ampia applicazione quale tecnologia di separazione. Una particolare applicazione è quella per la rimozione degli oli e grassi da bagni di sgrassaggio, senza che siano alterate in modo apprezzabile le concentrazioni di sostanze attive presenti nei bagni stessi. In questo modo è possibile prolungare la vita dei bagni, prima di eseguire il rinnovo completo. Grazie alle membrane di ultima generazione è possibile fare una filtrazione continua direttamente nella vasca di utilizzo. Le portate di impianto vanno da 60 l/h a 3000 l/h.

Osmosi inversa


Questi impianti funzionano in modo molto diverso dalla microfiltrazione, e da ogni altro modo di trattare l’acqua.
La filtrazione convenzionale fa passare l’acqua attraverso dei filtri che drenano l’acqua, fermando alcune sostanze a seconda della loro dimensione.
Questi filtri, apparentemente compatti, hanno una porosità specifica, e tutto ciò che è più grande di quei fori, viene trattenuto, tutto il resto passa con l’acqua.
Sembrerebbe un sistema funzionale, e sicuramente lo sarebbe, se le sostanze inquinanti fossero di grosse dimensioni, ma come visto in precedenza non è così, e solo una minima parte viene trattenuta, mentre il resto passa oltre insieme all’acqua.
Inoltre, questi filtri accumulano le sostanze trattenute, e ad un certo punto vanno cambiati, perché saturi.
L’osmosi inversa invece funziona in modo molto diverso, in quanto non filtra l’acqua, ma la separa da altre sostanze, e per farlo usa le membrane osmotiche.
Questi impianti hanno sempre una prefiltrazione, che non serve a pulire l’acqua, ma a proteggere le membrane da alcuni elementi, e farle così durare nel tempo.
Infatti la membrana osmotica potrebbe essere danneggiata dal cloro, per cui questo viene fermato prima che entri nel sistema osmotico dalla prefiltrazione.
Quindi, l’acqua prima passa attraverso la prefiltrazione, eliminando cloro e grosse sostanze, dopodichè entra nelle membrane osmotiche.
Queste membrane sono molto particolari, sembrano completamente lisce, in realtà, guardandole con un microscopio, sono piene di fori.
Questi fori misurano 1.000.000 di mm
In natura, solo la molecola dell’acqua e alcuni minerali leggeri sono più piccoli di questa dimensione, tutto il resto è decisamente più grande.

Le membrane osmotiche hanno un’entrata e due uscite, e questa è la loro particolarità, in quanto solo questo sistema di trattamento funziona così, tutti gli altri hanno un’entrata e un’uscita.
Quindi l’acqua viene spinta, tramite una pressione, contro le membrane, ma considerate le dimensioni dei fori, l’acqua e pochissimi minerali riescono a penetrare, mentre tutto il resto no, e continua a scorrere via.
L’acqua che è riuscita a passare attraverso le membrane, è tornata ad essere molto leggera e pura, in quanto non ha più al proprio interno tutte le sostanze precedentemente accumulate, e va direttamente al rubinetto di casa vostra.
Ovviamente, non tutta l’acqua riesce ad entrare nelle membrane osmotiche, in quanto una parte deve continuare a scorrere portando con sé tutte le sostanze inquinanti che altrimenti otturerebbero i fori delle membrane, e questa parte di acqua va direttamente nello scarico.
Quindi, come potete vedere, l’osmosi inversa non è un sistema classico di filtrazione, ma un vero e proprio separatore molecolare.
Praticamente l’osmosi inversa separa l’acqua dalle altre sostanze, e indirizza quella pura verso un’uscita, e quella sporca verso un’altra.
In questo modo all’interno delle membrane, non rimane niente. Se entra un litro di acqua, altrettanta ne esce, e lo stesso dicasi per tutte le sostanze, in quanto vengono espulse fuori dopo che è avvenuta la separazione dall’acqua.
In questo modo le membrane non si saturano, e quindi non vanno sostituite con frequenza, ma possono durare molti anni.
I nostri reni funzionano in questo modo.
Tutto il nostro corpo funziona così, ed è grazie a ciò, che nonostante tutte le porcherie presenti nell’acqua, riesce a funzionare lo stesso, perché è un depuratore naturale.
Ma con l’andare del tempo, molte sostanze si accumulano al suo interno, peggiorandone lo stato.
Ecco perché è necessario bere un’acqua pura e leggera.
L’acqua passata attraverso le membrane osmotiche, come stavamo dicendo, è tornata ad essere molto leggera.

Il suo residuo fisso è stato abbattuto del 96% ed è inferiore ai 50 mg lt
Il PH varia tra 6 e 6,8
La Conducibilità è molto bassa
I nitrati sono stati ridotti di oltre il 90%

In sintesi, è come se dal vostro rubinetto uscisse un’acqua di alta montagna, e quindi purissima, al livello delle migliori 10 minerali in commercio, con la quale potreste non solo bere, ma anche cucinarci, con notevoli benefici per il vostro organismo.
Solitamente questi impianti necessitano di una manutenzione annuale, in quanti la prefiltrazione va sostituita una volta all’anno, se no le membrane osmotiche potrebbero danneggiarsi.
Questi impianti vengono costruiti con parti provenienti dalla Cina e dagli Usa.
La qualità del made in USA è decisamente superiore a quella cinese, per cui gli impianti prodotti in questo modo, non solo garantiscono un’acqua migliore, ma durano molto di più e non sono soggetti a facili rotture, a differenza di quelli cinesi.
Per ora la situazione è questa, forse un giorno cambierà, ma in questo momento, un prodotto Made in China ha una qualità decisamente più scadente di quelli fatti con prodotti americani.
Esistono altri tipi modi di depurare l’acqua, tipo le resine a scambio ionico, ma questi sono trattamenti usati perlopiù per uso tecnico , tipo gli addolcitori anticalcaree, e non per il consumo umano.

Bibliografia: Guida ad un’acqua sicura di Roberto Serino

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