L’acqua potabile e minerale: quale bere?

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Nei capitoli precedenti abbiamo evidenziato, che a causa dell’abuso di sostanze inquinanti, la qualità dell’acqua è sicuramente peggiorata.
Le famiglie italiane hanno risolto il problema con l’acquisto dell’acqua minerale, ma, come trattato nel capitolo “ il ciclo dell’acqua”, anche le acque minerali vengono prese dalle falde acquifere, e se queste sono inquinate, anche le acque minerali, in maggior o  minor misura lo sono.
Le sorgenti di acqua minerale ricevono acqua dalla pioggia, e che io ne sappia, la pioggia non segue un percorso preferenziale per evitare l’inquinamento prodotto.
Per cui è fin troppo facile immaginare, che anche nelle bottiglie di acqua minerale possiamo tranquillamente trovare elementi indesiderati, anzi è sicuro.
Ma che differenza c’è tra l’acqua minerale e l’acqua del rubinetto?
La differenza è puramente legale.
Un acqua minerale non è tale perché contiene minerali, assolutamente no … anche l’acqua del rubinetto li contiene, anzi, ne contiene troppi, né più né meno come le acque in bottiglia.
Allora dov’è la differenza?
La differenza è semplicemente questa:
L’acqua minerale è un’acqua che viene imbottigliata così come sgorga dalla sorgente, senza ricevere trattamenti, mentre l’acqua del rubinetto viene trattata tramite immissione di cloro, per cui non può essere chiamata minerale.
Si presume che una sorgente di acqua minerale sia pura all’origine.
Ma come abbiamo visto in precedenza, non sempre è possibile, anzi nella maggior parte dei casi, le acque in bottiglia sono cariche di minerali inorganici, e spesso di altre sostanze indesiderate.
Parliamoci chiaro, se una sorgente di acqua minerale è situata a canicattì, è assolutamente ovvio che ha la stessa acqua di canicatti, a meno che non riceva acqua da una pioggia differente, il che mi sembra piuttosto improbabile.
Non voglio fare una campagna contro le acque minerali, anzi, se dovessi scegliere tra un’acqua minerale e acqua del rubinetto, sceglierei sempre un’acqua minerale, e dopo vedremo il perché; quello su cui voglio porre l’accento, è semplicemente che le acque minerali non sono garanzia di purezza.
La ragione è sempre la stessa: l’inquinamento prodotto ha immesso nell’atmosfera troppe sostanze chimiche inquinanti, e, purtroppo, anche le acque minerali ne sono soggette.
Precedentemente ho detto, che , secondo me, le acque minerali sono quasi sempre meglio dell’acqua del rubinetto, e, perlomeno io, tra le due sceglierei sempre un’acqua in bottiglia.
Perché?
Bhè, prima di tutto nelle acque minerali non c’è il cloro, in quanto sono microbiologica mente pure, e questo è già un motivo più che sufficiente.
Infatti il cloro, usato per eliminare i batteri dall’acqua del comune, è un elemento alquanto pericoloso in quanto trasforma alcune sostanze in sottoprodotti clorurati, che sono cancerogeni, oltre ad avere un sapore piuttosto sgradevole.

Il cloro è ricavato dall’ipoclorito di sodio, minerale che viene usato per fare la candeggina; la differenza sta nella quantità immessa, ma sostanzialmente è la stessa cosa, e, francamente, non credo che usereste la candeggina per disinfettare la vostra acqua.
Inoltre, se è vero che il cloro uccide i batteri, è altrettanto vero che non li toglie, per cui i batteri sono sempre presenti, anche se morti, solo che non li vediamo, per cui occhio non vede cuore non duole.
Nelle acque minerali in vece i batteri non ci sono, perché le sorgenti dovrebbero essere pure sotto questo aspetto, e non dubbi sul fatto che sia così.
Poi c’è il problema dei nitrati.
Queste pericolose sostanze sono presenti anche nelle acque minerali, ma solitamente lo sono in misura non elevata, mentre nell’acqua del rubinetto le quantità sono piuttosto alte.
Ovviamente non è sempre così, ma in linea di massima sì.
Le ragioni sono semplici: i comuni hanno bisogno di quantità di acqua gigantesche ( immaginate di quanta acqua possa avere bisogno una città come Roma o Milano ), e ovviamente non possono andare troppo per il sottile.
Sono costretti a scegliere tra fornire acqua in quantità per soddisfare la richiesta, oppure trovare un’acqua buona ma non sufficiente.
La risposta è fin troppo ovvia.
Provate a pensare all’eventualità di avere una buona acqua, ma non potere fare la doccia.
Che ne pensate?
Forse ci sarebbe una rivoluzione.
I fattori di cui sopra, cloro e nitrati, sono già sufficienti per stabilire che l’acqua minerale è comunque meglio dell’acqua del rubinetto.
Ma questo non significa che siano buone acque.
Infatti la maggior parte di acque minerali hanno residui fissi molto elevati, anzi oserei dire altissimi, e questo non è indice di purezza, qualità necessaria per l’acqua destinata ad alimentare il nostro corpo.

Come detto in precedenza, non voglio fare una campagna contro le acque minerali e l’acqua del comune.
Personalmente non li ritengo responsabili dello stato delle acque, perché come trattato precedentemente, la causa è l’inquinamento e, mi spiace dirlo, tutti noi inquiniamo ogni giorno l’ambiente, chi più chi più meno.
L’unico appunto che mi permetto di fare, è che spesso le pubblicità sono ingannevoli in quanto promuovono vantaggi derivanti dalla presenza di minerali, mentre non è così; infatti le acque minerali sono ricche di minerali inorganici, e quindi non assimilabili dal nostro corpo. Abbiamo già trattato questo argomento, e abbiamo potuto vedere che solo i minerali organici vengono assimilati dal nostro organismo, mentre quelli inorganici sono causa di accumuli e cattivi funzionamenti, per cui un po’ di chiarezza, forse, sarebbe meglio.
Ma allora che acqua usare?
Il mio personale consiglio è di usare acqua molto leggere, con residui fissi molto bassi.
Se una sorgente è situata sopra i 1000 mt, l’acqua ha poche possibilità, sicuramente minori, di essere carica di sostanze inquinanti, perché di solito in alto c’è meno inquinamento.
Per cui, chi abita in montagna, ha la fortuna di avere in casa un’acqua molto leggera, e può tranquillamente usare quella.
Ma sfortunatamente la stragrande maggioranza della popolazione abita in pianura, e non ha questa possibilità.
In questo caso basta scegliere un’acqua molto leggera.
Chiunque è in grado di leggere un’etichetta e porre l’attenzione sul residuo fisso.
Solo questo, migliorerebbe, e non di poco, le nostre scelte.
Molte sorgenti di acqua minerale sono in alta quota, per cui quelle acque sono sicuramente più leggere di tante altre, e di conseguenza più pure.
Bisogna solo imparare a riconoscerle, guardando l’etichetta, e non ascoltando le pubblicità del caso, che spesso sono fatte unicamente per avere tornaconti economici. Non sempre ovviamente, ma spesso è così.
Che residuo fisso dovrebbe avere un’acqua?
Come detto in precedenza, sotto i 50 mg lt, sarebbe perfetta, ma acque del genere sono poche e difficilmente reperibili, ma esistono.
Alcune di esse sono:
Lauretana, Plose, Norda daggio, San bernardo, Surgiva, Alpi cozie, Fonte viva, Lurisia…….
Non le ricordo tutte, ma vi assicuro, che acque con simili caratteristiche sono pochissime, per cui non ce ne sono molte altre.
Se il residuo fisso fosse sotto i 100 mg lt, l’acqua sarebbe comunque buona, non come quelle sopraccitate, ma decisamente superiori alla media, e qui troviamo acque come la fiuggi e la levissima, ma ce ne sono molte altre.
Se queste acque non fossero reperibili nei supermercati vicini a casa vostra, ci sono molte acque con residuo fisso inferiore ai 200 mg lt, tipo panna, rocchetta, santa croce, e altre ancora …. e, in assenza di acque più leggere, potrebbero fare al caso vostro.
Le altre?
Bhè, non è mia intenzione fare pubblicità ad alcune fonti rispetto ad altre, che Dio me ne guardi, per cui non parlerò bene di una e male di un’altra, anche perché non sono un rappresentante di acque minerali, ma se io dovessi scegliere quale acqua in bottiglia comprare, userei questi parametri, poi voi fate come volete ovviamente.

Bibliografia: Guida ad un’acqua sicura di Roberto Serino

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