L’acqua e i minerali

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L’acqua ha un suo ciclo naturale chiamato ciclo dell’acqua, di cui abbiamo già parlato in un capitolo.
Questo ciclo permette all’acqua di svolgere tutte le sue funzioni, per poi riprodursi nuovamente tramite l’evaporazione.
Non rispiegheremo nuovamente il ciclo, perché è già stato trattato, e se qualcuno vuole rivedere meglio l’argomento, può tranquillamente rileggere la sezione “ciclo dell’acqua”.
Vorrei semplicemente approfondire alcune funzioni che l’acqua svolge durante il suo ciclo, e questo è l’unico motivo per cui lo stiamo riprendendo.
Grazie alle sue dimensioni, l’acqua riesce a penetrare quasi ovunque, e questo processo è chiamato filtrazione.
Ricordate che abbiamo detto che la dimensione della molecola dell’acqua è 2.000.000 di mm, praticamente nulla, ecco perché riesce a penetrare qualsiasi terreno.
Inoltre, grazie alla sua composizione molecolare, l’acqua riesce a sciogliere quasi tutti gli elementi su questo pianeta. Ma c’è una sostanza che l’acqua non riesce a scindere: l’olio e i grassi, il che è lo stesso.
Tutto questo non è casuale, ha una sua precisa logica.
In precedenza è stato più volte riportato che l’acqua è fonte di vita, e dove non ci sono fonti di acqua, la vita è assente o quasi.
Ma come fa l’acqua a generare la vita?
Come fa a dare origine alla catena alimentare?

Avviene così:

L’acqua scende attraverso la pioggia, e filtra nel terreno.
A questo punto attrae a sé i minerali inorganici, e attraverso un procedimento chiamato osmosi, penetra nelle piante portando con sé i minerali assorbiti durante la filtrazione.
Le piante si nutrono di acqua e minerali inorganici, e possono così crescere, dando origine a boschi e foreste, a secondo della quantità di pioggia.
Dove ci sono piante ci sono gli erbivori, animali che si nutrono di vegetali. In assenza di vegetazione, questo non potrebbe avvenire.
E dove ci sono erbivori, immancabilmente ci sono carnivori, che si nutrono di questi.
Poi c’e un altro tipo di animale, l’onnivoro, che si nutre di tutti e due, tipo l’uomo.
Questa in sintesi è la  catena alimentare. Potremmo parlare per ore di questo, ma non siamo qui per questo.
Il nostro scopo è solo quello di mostrare come l’acqua dia origine al tutto.
In assenza di acqua, non ci sarebbe vegetazione, e di conseguenza nessuna catena alimentare.
Per questo motivo l’acqua non attrae o non riesce a scindere l’olio e i grassi.
La natura, come abbiamo visto, ha un suo equilibrio formatosi attraverso le ere, basato su un processo preciso e delicato, di cui l’acqua è parte fondamentale, ovviamente non la sola. Gli esseri viventi sono formati da cellule, e queste sono all’interno di membrana cellulare. Queste membrane sono formate da grassi. Questo vale per l’uomo, gli animali e le piante. Se così non fosse, l’acqua, quando piove, entrerebbe nelle piante dall’alto, e quindi senza minerali inorganici, e le piante morirebbero. Invece, grazie al fatto che l’acqua non riesce a penetrare le sostanze grasse, scivola sulle foglie ed entra nelle piante dalle radici, che sono secche e quindi senza  sostanze grasse, ma dopo aver assunto in sé i minerali necessari alla loro nutrizione.
Chiunque di voi può osservare questo fenomeno ogni volta che innaffiate le vostre piante: mettete l’acqua nella terra e non sulle foglie. Magari non vi eravate mai chiesto il motivo.
E’ semplicemente questo.
Inoltre, se l’acqua potesse sciogliere anche i grassi, nell’arco di una vita scioglierebbe i nostri corpi e quelli di tutti gli esseri viventi, ma grazie ai rivestimenti grassi delle cellule, le membrane cellulari, questo non avviene.
Per osservare che l’acqua non attrae l’olio, provate a sporcarvi le mani di grasso e lavatele, potrete vedere che l’acqua non riesce ad eliminare il grasso, ma semplicemente ci scivolerà sopra; oppure prendete un bicchiere di acqua e metteteci dell’olio dentro, e noterete che questo non si mescola, ma galleggia, tant’è vero che quando le petroliere affondano rilasciando petrolio in mare, questo non affonda, ma galleggia e trasportato dalla corrente, arriva sulla costa, causando enormi danni ambientali.
Quindi, come potete vedere, la natura ha composto nel corso dei millenni, un puzzle perfetto, che continuerà per l’eternità, sempre che l’uomo la smetta di fare disastri.
Torniamo alla catena alimentare: una volta che le piante hanno assunto, tramite l’acqua, i  minerali inorganici, attraverso un processo, li trasformano in minerali organici, rendendoli così assimilabili agli altri animali e all’uomo. Questo è un punto molto importante sulla qualità dell’acqua da bere.
Spesso vediamo pubblicità sui minerali contenuti nell’acqua, della loro necessità e tante altre cose.
Tutti dati falsi.
I minerali sono fondamentali per gli organismi degli animali, uomo incluso, perché svolgono una serie di funzioni assolutamente vitali, tra cui la sintetizzazione della proteina. Ma i minerali che l’uomo riesce ad assimilare sono solo quelli organici, e quindi già metabolizzati dalle piante.
Ecco perché viene continuamente detto di mangiare frutta e verdura: perché sono piene di minerali e altre cose, e quindi molto salutari.
I minerali contenuti nell’acqua sono quelli inorganici, e possono essere assimilati solo dalle piante.
Non solo i minerali inorganici non vengono assunti dal nostro corpo, ma si depositano creando seri problemi all’organismo.
I minerali inorganici, depositandosi, aumentano la parte solida dell’organismo, e come detto in precedenza, questo fattore causa scompensi all’interno del corpo.
Un acqua ricca di minerali inorganici è ottima per le piante, ma non per noi.
Questo perché l’acqua assorbe i minerali, e perde le sue proprietà, e ciò non deve accadere.
Per fare un esempio, ricordate una volta che avete mangiato cibi salati, e noterete che immediatamente dopo avete sentito la necessità di bere, proprio per il motivo sopraccitato.
Ecco perché non possiamo bere acqua di mare, se no moriremmo disidratati, causa l’altissima presenza di sodio.
Certamente il sodio o sale, come comunemente viene chiamato, crea questo effetto molto più marcatamente, ma tutti i minerali inorganici fanno questo lavoro all’interno del nostro organismo.
Una buona acqua per bere e cucinare, dovrebbe avere una bassa quantità di sali inorganici.
Questo è talmente vero, che uno dei parametri di potabilità è il residuo fisso, che deve essere obbligatoriamente riportato sulle etichette delle acque in commercio e in tutte le analisi chimico-fisiche dell’acqua, e altro non è che l’ammontare di sali inorganici presenti.
Se i minerali inorganici facessero realmente bene, allora il residuo fisso non avrebbe limiti, o no?
Invece li ha, anche se purtroppo, molto alti.
Ma di questo, dei parametri di potabilità, parleremo nel capitolo seguente.

Bibliografia: Guida ad un’acqua sicura di Roberto Serino

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