Il Residuo Fisso dell’acqua

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Il residuo fisso, parametro fondamentale per determinare la leggerezza di un’acqua minerale, consiste nella quantità di sostanze inorganiche ( minerali ) presenti nell’acqua ed è normalmente espresso in milligrammi per litro: si ottiene facendo evaporare l’acqua a 100 °C, con successiva essicazione a 180 °C.
La principale classificazione delle acque minerali è condotta proprio in base al residuo fisso: più basso è questo valore, più leggera e pura è l’acqua.
Dal momento che è il principale parametro per stabilire la qualità dell’acqua che beviamo, allora sarà utile saperne di più, in modo che quando scegliamo un’acqua, possiamo farlo con maggiore cognizione.
Come spiegato nei capitoli precedenti, l’acqua quando scende dalle nuvole, è praticamente purissima e completamente priva di minerali inorganici. Ciò è dovuto al fatto che la molecola dell’acqua è la più piccola molecola del nostro pianeta, e grazie a questa sua caratteristica riesce ad evaporare in quanto più leggera dell’aria, mentre i minerali inorganici, avendo dimensioni maggiori, non possono farlo.
Quindi quando l’acqua cade dalle nuvole è assolutamente pura, e solo durante il suo percorso acquisisce in sé altre sostanze, come abbiamo visto nel capitolo “ ciclo dell’acqua” e nel capitolo “ acqua e minerali”, e di conseguenza l’acqua smette di essere purissima. Come visto in precedenza, ci sono ragioni precise per cui tutto questo deve avvenire, in quanto ciò dà inizio alla vita su questo pianeta, infatti se l’acqua non acquisisse minerali inorganici al suo interno, non potrebbe alimentare la vegetazione che si nutre di queste due sostanze, acqua e minerali inorganici per l’appunto, che poi trasforma nei cosiddetti minerali organici, come spiegato esaurientemente nel capitolo “minerali inorganici ed organici”, dando così il via alla catena alimentare e di conseguenza permettendo la vita sul pianeta, cosa altrimenti impossibile.
Ma come spiegato accuratamente nel capito “minerali inorganici ed organici” (per capire meglio cosa è il residuo fisso è necessario leggere quel capitolo) solo le piante possono assimilare sostanze inorganiche, mentre gli altri esseri viventi, uomini e animali, non sono in grado di farlo, per cui le acque destinate al consumo umano, a differenza di quelle destinate alle piante, devono essere molto povere di minerali inorganici, se no causerebbero accumuli e di conseguenza malfunzionamenti all’interno dell’organismo, e questo è il motivo per cui il residuo fisso è il principale parametro di purezza dell’acqua, in quanto misura accuratamente la quantità di sostanze solide nell’acqua espressa in milligrammi litro.
Da ciò si evince che solo le acque con bassissimo residuo fisso sono adatte al consumo umano. Ma come sempre, quando si tratta della commercializzazione di un prodotto e di conseguenza di affari, subentrano un sacco di false informazioni al riguardo, così da creare confusione, e potendo immettere sul mercato acque assolutamente non buone, spacciandole addirittura come acque della salute, grazie a pubblicità molto ben confezionate, e grazie soprattutto ad una quantità industriale di dati falsi sparsi in giro, che inducono le persone a scegliere acque ricche di minerali inorganici, facendo credere che queste ultime sono salutari per l’organismo, che invece creano solo danni.
A questo proposito basta vedere la classificazione delle acque minerali. Esse sono suddivise in base al residuo fisso:
fino a 50 mg sono denominate minimamente mineralizzate
fino a 500 mg sono oligominerali
fino a 1000 mg sono mediamente mineralizzate
fino a 1500 fortemente mineralizzate
Questa classificazione è abbastanza surreale, perché definire oligominerali acque fino a 500 mg mi sembra davvero un azzardo, considerando il fatto che la parola oligo significa poco…e secondo me poco non è 500, ma non è una questione di punti di vista sulle quantità, ma semplicemente una semplice operazione di marketing, perché se queste acque che sono moltissime, fossero definite pesanti, come in realtà dovrebbero, è ovvio che poche persone le comprerebbero, e quando dico poche persone, sono molto ottimista…figuriamoci le altre, quelle mediamente e fortemente mineralizzate.
E non ci si limita a questo, ma addirittura, a seconda dei minerali presenti, si esaltano le qualità di questa o quell’acqua, asserendo che vanno bene per quel tipo di persone piuttosto che altre..es: se si ha bisogno di calcio, allora bisogna usare acque cariche di carbonati di calcio, e cosi via, dimenticando il particolare che quei minerali sono inorganici e quindi non assimilabili, e che causerebbero unicamente uno sforzo maggiore da parte dell’organismo causa i depositi di sostanze che queste stesse acque apporteranno.
Inoltre se leggete qualsiasi etichetta di una bottiglia di acqua minerale, potrete notare che i valori Residuo Fisso, PH. Conducibilità Elettrica , che sono importantissimi per capire la qualità dell’acqua, spesso e volentieri sono scritti in piccolo e difficili da leggere in quanto posti in mezzo ad altri dati, mentre vengono messi sempre in evidenza i minerali contenuti, con la dicitura “caratteristiche della sorgente, minerali presenti” etc etc. , facendo così credere che quell’acqua fa bene a causa dell’azione di questi elementi, il che è assolutamente falso, e tutto ciò viene fatto in modo veramente ambiguo, perché mai troverete scritto che è così, perche sanno benissimo che non potrebbero, allora si usano questi tipi di stratagemmi, ecco perché vi parlavo di marketing ben confezionati.
Nonostante ciò, le persone oramai sanno, se non altro per sentito dire, che le acque devono avere un basso residuo fisso, per cui stanno attente a leggere le etichette.
Ma anche in questo caso, le notizie false abbondano, e così vediamo acque minerali con residui decisamente alti, fare tabelle comparative con acque ovviamente più pesanti, risultando cosi più leggere, e anche questo è ovviamente uno strano modo di informare le persone, perché se si fa un paragone, allora questo dovrebbe essere fatto con le acque più leggere in assoluto tipo la Lauretana, che ha un residuo fisso di 14 mg, o di qualsiasi acqua di alta montagna che hanno residui di questo tipo, e solo allora si potrebbe fare una valida comparazione, ma ovviamente non succede esattamente così.
Un altro modo di spostare l’attenzione dal Residuo Fisso alto, è quella di mettere in evidenza l’assenza di alcune sostanze come il sodio per esempio, facendo così pensare che quell’acqua è veramente salubre in quanto molto diuretica, ma anche questo dato è falso, perché quasi tutte le acque sono poverissime di sodio, e poi avere poco sodio e avere tanti altri minerali non cambia la situazione, certo il sodio fa più danni di altri, ma questo non significa che quell’acqua sia leggera, e poi perché pubblicizzare questo aspetto quando puoi reclamizzare un basso Residuo Fisso che sarebbe molto più redditizio?… Semplicemente perché non possono, non è più complicato di così.
Quindi tornando al Residuo Fisso, quanto dovrebbe essere per stabilire se l’acqua sia buona, leggera e davvero salubre per il nostro organismo?.
Secondo il mio modesto punto di vista, che però è basato su dati oggettivi relativi alla funzione dell’acqua nel corpo umano, dovrebbe essere così:
fino a 50 mg litro l’acqua sarebbe praticamente perfetta
fino a 100 mg litro molto buona
e fino a 200 mg litro accettabile
e mi fermerei qui, perché oltre questo limite, le acque cominciano ad essere pesanti e causerebbero accumuli di sostanze inorganiche nell’organismo, creando una serie di malfunzionamenti, anche a causa di elevati PH, e quindi tutta una serie di conseguenze, ovviamente non gravi nell’immediato, ma nell’arco degli anni potrebbero esserlo.

La Conducibilità Elettrica

Un altro parametro molto importante è la conducibilità elettrica. Come è noto, l’acqua pura, a differenza di come molti pensano, non trasporta elettricità; ciò è dovuto alla sua natura chimica, infatti gli atomi che compongono la sua molecola, ossigeno e idrogeno, sono bivalenti e monovalenti, e quindi non possono attrarre a sé altre sostanze, e di conseguenza nessuna conducibilità.
Lo spiego in modo semplice: perché l’elettricità possa correre, ci deve essere qualcosa su cui gli elettroni possano viaggiare, e questo qualcosa consisterebbe in elementi di carica positiva che possa attrarli e farli correre, non è più complicato di così. La molecola dell’acqua è, come tutti sanno, composta da un atomo di ossigeno e due di idrogeno; l’ossigeno è bivalente e può attrarre a sé due elementi, e l’idrogeno monovalente e può esercitare attrazione magnetica su un solo altro elemento, per cui nel caso dell’acqua questi atomi sono occupati, in quanto la bivalenza dell’ossigeno è occupata da due atomi di idrogeno, e la monovalenza dell’idrogeno è occupata dall’ossigeno; per essere ancora più semplici immaginate una presa doppia alla quale attaccate due spine, ecco la molecola dell’acqua è esattamente così, dove la presa doppia sarebbe l’ossigeno e le due spine l’idrogeno; è ovvio che se volessi attaccare una terza spina non potrei, in quanto non ci sarebbe posto, e di conseguenza dovrei procurarmi un’altra presa o mettere una ciabatta elettrica con più prese, come facciamo normalmente nelle nostre case. Infatti, se pensate alla batteria della vostra auto, ricorderete che ogni tanto ci mettete acqua distillata, e questo è dovuto al fatto che l’acqua distillata e quindi purissima, non trasporta elettricità e così non rovina gli elettrodi posti all’interno della batteria.
Quindi, ricapitolando, l’acqua pura non ha conducibilità elettrica , ma i metalli o minerali inorganici sì, e di conseguenza più minerali inorganici l’acqua assume , più conducibilità elettrica c’è, per cui questo parametro è direttamente collegato con il Residuo Fisso.
La formula potrebbe essere in questo modo:
maggiore residuo fisso = maggiore conducibilità elettrica.

Inoltre non tutti i minerali o metalli hanno la stessa capacità di condurre, infatti più sono pesanti più conducono, per cui tramite la conducibilità elettrica, possiamo capire meglio la natura del residuo fisso, e quindi questo parametro è molto importante per definire la qualità dell’acqua che usiamo, infatti deve sempre essere specificato sull’etichetta, ovviamente insieme al residuo fisso che rimane il valore in assoluto più importante.

Bibliografia: Guida ad un’acqua sicura di Roberto Serino

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